The Young Tree – Seed

The Young Tree – Seed – 2016

The end of 2016 was the year of a new italian band “The Young Tree”, a good emerging reality in reggae business: “Seed” was a great Job and another good lesson again! (only for those who want to learn!)

The Young Tree – Seed – 2016 [ITA]
Il 2016 è stato anche l’anno di una nuova band italiana “The Young Tree”, una buona realtà emergente nel settore del reggae: “Seed” è stato un ottimo lavoro e un’altra buona lezione! (solo per coloro che vogliono imparare!).

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Per chi pensi che questi sei giovani friulani, The Young Tree, non facciano sul serio vi dico solo che “Seed” si apre con questa frase “Every man is an immigrant”. Messaggio forte per un esordio col botto: un ottimo disco, un singolo bellissimo, testi non scontati e ospiti illustri.

Ma andiamo con ordine partendo da “Every Man” il brano che apre il disco, nonché primo singolo realizzato in collaborazione con Bunna degli Africa Unite. Il brano è un’attenta riflessione sui migranti: “Chi decide se nascere qui o dall’altra parte?”. Un singolo forte e uno dei brani migliori di tutto il disco, sia nella melodia, sia nella forza del testo che in poche parole scardina i nomali punti di vista sul problema dell’immigrazione e su chi siano i buoni o i cattivi (sempre che ci debbano essere).

I testi non sono scontati per nessuna delle dieci tracce di “Seed”. Si parla di problemi mondiali come discriminazione e emarginazione sociale in “Like a Militant” e “Crucial Time”, di problemi dei singoli come l’incoerenza, l’irrazionalità delle persone e i conflitti interiori che ognuno di noi ha come “Lyrical Warrios” e “Blood, Sweat and Tears”, una delle mie preferite del disco.

“Blood, Sweat and Tears” è bella quanto “Dream Stealer”, una ballad, dai ritmi caraibici e romantici, che con ironia allenta il tono impegnato del disco raccontandoci la storia del ladro dei sogni. Tre brani celebrano la musica reggae: “Negritude”, “Reggae Sound” e “I Got Soul”, mentre Sista Val, altro ospite, accompagna il gruppo sulle note di “Darker’s the Night”.

Un disco reggae ricco di influenze musicali che spaziano dal rock al jazz e che contribuiscono al suono ricco e pieno dell’album. É un esordio molto bello e piacevole, fedele alla cultura reggae e a tutto quello che rappresenta dall’impegno sociale al ritmo in levare. Bravi, aspettiamo già il seguito.

09/01/2017 su

Carlotta Garavaglia

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